C’è un esercizio che faccio spesso quando lavoro a un nuovo progetto.
Visito i siti di aziende che operano nello stesso settore e provo a osservare cosa funziona, cosa comunica valore e cosa invece genera confusione.
Ogni volta succede una cosa curiosa.
Dopo aver visitato diversi siti, faccio fatica a ricordarne uno in particolare. Non perché siano realizzati male o perché abbiano problemi tecnici evidenti. Molti sono moderni, ben progettati e perfettamente funzionanti.
Eppure, in molti casi, chiudo la pagina con una domanda molto semplice:
“Questa azienda, alla fine, cosa fa davvero?”
È una sensazione più comune di quanto si pensi.
Molte aziende investono tempo, risorse e attenzione nella costruzione della propria presenza online, ma spesso trascurano quello che dovrebbe essere il compito principale di un sito web: aiutare le persone a capire immediatamente chi sei, cosa fai e perché dovrebbero continuare ad approfondire.
E la cosa interessante è che questo problema raramente dipende dalla tecnologia.
Dipende dalla chiarezza.
Quando conosci troppo bene il tuo lavoro
Credo che una delle ragioni principali sia anche una delle più comprensibili.
Le aziende conoscono il proprio settore talmente bene da dimenticare che chi arriva sul sito non possiede le stesse informazioni.
Termini tecnici, descrizioni generiche, slogan ambiziosi e messaggi molto autoreferenziali finiscono spesso per sostituire una spiegazione semplice e diretta.
Il risultato è che il visitatore deve fare uno sforzo per capire.
E sul web, quando qualcuno deve fare uno sforzo eccessivo per orientarsi, raramente resta abbastanza a lungo da completarlo.
Non perché sia distratto ma semplicemente perché oggi siamo tutti abituati a valutare molto velocemente ciò che abbiamo davanti.
In pochi secondi decidiamo se approfondire oppure no.
La semplicità non è semplicità
Una delle convinzioni più diffuse è che un sito chiaro sia necessariamente un sito semplice. In realtà spesso è l’esatto contrario.
Dietro una navigazione intuitiva, un caricamento rapido e una struttura che accompagna naturalmente l’utente c’è quasi sempre un grande lavoro di progettazione.
Bisogna decidere cosa mostrare e cosa eliminare, organizzare i contenuti, costruire un percorso logico e, soprattutto, fare in modo che ogni elemento abbia uno scopo preciso.
La semplicità che percepisce l’utente è quasi sempre il risultato di molte scelte, revisioni e rinunce.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dello sviluppo web: quando tutto funziona bene, il lavoro tecnico scompare.
La tecnologia migliore è quella che non si nota
Chi visita un sito non si interessa al codice, alla struttura del database o a tutte quelle ottimizzazioni che permettono alla pagina di caricarsi in una frazione di secondo.
Semplicemente si aspetta che tutto funzioni.
E ha ragione.
Se un sito è lento, confuso o difficile da navigare, l’utente non si chiederà quale sia la causa del problema. Molto probabilmente chiuderà la pagina e passerà oltre.
Essere ricordati
Alla fine, ciò che resta nella mente di chi visita un sito raramente coincide con gli elementi su cui chi lo sviluppa ha lavorato per settimane.
Le persone ricordano se hanno trovato facilmente ciò che stavano cercando, se il messaggio era chiaro, se hanno percepito competenza, affidabilità e coerenza.
Per questo motivo credo che oggi il problema non sia avere un sito web.
Il problema è avere un sito che, dopo pochi minuti, non lascia nulla.
Perché in un panorama digitale in cui gli strumenti rendono sempre più facile pubblicare pagine online, la vera differenza non la fa chi riesce ad andare online più velocemente.
La fa chi riesce a farsi capire.

